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Milano è invasa dall'acqua con al centro il Duomo: oggi le acque sono tutte o quasi interrate, ma della città sino alla seconda guerra mondiale i Navigli percorrevano la circonferenza interna lungo i tratti oggi coperti dalle circonvallazioni, e canali come la Martesana, laVetra, la Vettabbia, il Nirone e il Villoresi, o fiumi canalizzati come il Seveso, il Lambro e l'Olona marcavano più vistosamente il lento trapasso da città a campagna. Questo itinerario, che si snoda per gran parte all'interno delle mura spagnole, e poi s'inoltra lungo la direttrice dei Navigli Pavese e Grande - luoghi di mondanità e divertimento presi d'assalto dal 'popolo della notte' - sarebbe stato, un tempo, itinerario quasi agreste. Più forte che altrove sussiste qui la memoria dei borghi antichi, nuclei urbani formatisi all'esterno delle mura in corrispondenza delle porte; stesi tra le cerchie romana e medievale, tra questa e quella spagnola, e poi anche al di là, costituivano una precisa successione che continua in qualche modo a permanere, e non solo a livello topografico ma anche, al di là dei mutamenti, nel carattere individuato delle parti e dei quartieri. Ciò è evidente in particolare a porta Ticinese, dove il borgo medievale si era sviluppato sino a costituirsi in cittadella recintata dalle mura (XIII secolo); ma è altrettanto evidente lungo corso S. Gottardo o il Naviglio Grande, dove i caratteri dei borghi del Sette e Ottocento, con economie e culture tradizionalmente autonome, determinano tuttora il volto delle zone. I nuclei interni alla cerchia spagnola erano segnati fortemente dalla presenza di complessi religiosi, conventi, ospedali, opere pie; ciò spiega le tante importanti basiliche, spesso tra le chiese più belle di Milano: S. Paolo Converso con le importanti testimonianze di pittura manierista lombarda; S. Maria dei Miracoli presso S. Celso, una delle più ricche architetture del '500 milanese; S. Eustorgio, basilica del XIII-XIV secolo con testimonianze del primo Rinascimento; S. Lorenzo Maggiore, antico edificio a pianta centrale che ha continuato a proporsi, nel corso dei secoli, come simbolo della romanità. I complessi religiosi erano elementi di organizzazione, ma anche di freno e di ostacolo allo sviluppo urbano, per l'estensione stessa delle loro proprietà. Soprattutto a partire dalla seconda metà dell'800, l'edificazione avverrà riempiendo queste larghe maglie vuote interne alla città. Ancora tra le due guerre mondiali gli eleganti quartieri compresi tra corso Italia, la Crocetta e porta Lodovica recavano evidente il segno di un passato fatto di monasteri e dimore nobiliari, le une e gli altri ricchi d'orti e giardini. Quanto al Ticinese, questa fetta di 'vecchia Milano' conosce da decenni un rilancio che si traduce in nuove mode ma anche in negozi di antiquariato, ristorazione, locali di tendenza, artigiani del cuoio e del legno.