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IL DUOMO E LA SUA PIAZZA
L'impatto a effetto dell'immenso monumento si ha affacciandosi sul margine occidentale da via Mercanti o da via Orefici; diciamo senza ombra di dubbio quello più romantico arrivando da largo Augusto verso piazza Fontana, con l'immenso candido iceberg della Cattedrale, alta e irreale, sui tetti. Ma, da qualunque parte arriviate, il Duomo domina la scena. Centro geometrico e cuore della città, piazza del duomo, gigantesco rettangolo pedonale con più di 100 m di lato minore, si stende infatti ai piedi della Cattedrale; è l'incompiuto centro rappresentativo della città ottocentesca, animata, e materialmente stravolta nel decennio dopo l'Unità d'Italia, dal fervore edilizio cantato da Arrigo Boito: "Smantellate, abbattete, e gaia e franca / suoni l'ode alla calce e al rettifilo". L'intervento sarebbe piaciuto a Edward Gibbon, che nel 1764 trovava che la chiesa, "uno dei grandi sforzi dell'architettura gotica", fosse "malissimo situata, soffocata dagli edifici vicini che ne limitano la vista". L'apertura della piazza, progettata da Giuseppe Mengoni e realizzata a partire dalla seconda metà dell'800, portò ad abbattere luoghi storici come il Coperto dei Figini e segnò l'inizio degli sventramenti che ne hanno fatto il perno di quel sistema di radiali che caratterizza oggi la pianta di Milano.
Dal margine occidentale della piazza fino alla facciata della Cattedrale si distende il sagrato dalla pavimentazione a disegno di pietre e marmi realizzata nel 1929 da Piero Portaluppi. In asse con il portale mediano del Duomo, quasi non si nota il monumento a Vittorio Emanuele il, commissionato a Ercole Rosa nel 1878 (anno della morte del sovrano) ma qui collocato solo nel 1896: la statua equestre in bronzo, che raffigura il re alla battaglia di San Martino, sorge su un basamento, corso da rilievi che rappresentano l'ingresso in Milano delle truppe franco-piemontesi nel 1859, fiancheggiato da due leoni marmorei e da una quantità di turisti e sfaccendati. E lo sferragliare dei tram da e per via Mazzini rammenta il carosello intorno alla scultura a cui davano vita le linee tranviarie che qui trovavano un perfetto 'capolinea'. Oggi questa destinazione a trafficato punto di interscambio dei trasporti pubblici avviene sotto il sagrato, dove gallerie e scale percorse a ogni ora del giorno e della notte da chi per lavoro o divertimento deve raggiungere il centro della città o da questo spostarsi verso le periferie, collegano i diversi livelli su cui muovono le linee I (rossa) e 3 (gialla) della Metropolitana milanese.