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PALAZZO MARINO
Piazza della Scala I; 0288451; per prenotazioni, 02884566 17; prenotazione turisti: Associazione Culturale Ad Artem (026597728); MM I e MM3 Duomo, MM3 Montenapoleone.
Palazzo Marino, si scorge sulla destra della Galleria guardando dai portici del teatro, e oggi sede del Comune: la facciata era in origine quella su piazza S Fedele. Lo aveva commissionato a Galeazzo Alessi come residenza milanese, nel 1558, il conte e finanziere genovese Tomaso Marino. Il figlio sposò una Cornaro, la cui morte misteriosa lo fece indicare come uxoricida: ne da memoria una ballata popolare dai versi così surreali che, quando tradusse in milanese Dante, il Porta l'adottò per aver parafrasato il celebre "Papè Satan" "Ara bell'ara discesa curnara..." Nel novembre o dicembre 1575 vi nacque Marianna de Leyva, la monaca di Monza, altra donna segnata dal destino. Il palazzo passò poi alla Dogana e i carri li attraversavano andando da via Case Rotte a via Marino. Del 1872 è l'attuale sistemazione, conclusa vent'anni dopo: dei bombardamenti del 1943 non resta traccia. Da via Marino si può sbirciare nel cortite a colonne tuscaniche binate. Per visitare la Sala dell'Alessi occorre invece fare richiesta scritta al sindaco.
PALAZZO ISIMBARDI
Sede dell'Amministrazione provinciale di Milano, palazzo Isimbardi poco conserva della quattrocentesca origine. La lunga facciata e settecentesca; all'interno, il cortile cinquecentesco e la facciata verso il giardino a neoclassica, del 1826. In angolo con via Vivaio prospetta l'ampliamento eseguito nel 1940 su progetto di Giovanni Muzio, articolato in due corpi, separa ti da una torre e contraddistinti da un diverso rivestimento (marmo e Winker). Tra i vari ambienti spicca la sala della Giunta, che dal 1954 accoglie nella volta un grande dipinto di G.B. Tiepolo raffigurante il Trionfo del doge Francesco Morosini, già nel palazzo Morosini di campo S. Stefano a Venezia, trasmigrato in Ungheria e poi nel palazzo Rothschild a Parigi.
